Si denuncia di ville di campagna nel leccese dove ragazze per lo più orientali, completamente nude, fungono da tavolo per cene, pranzi e aperitivi per pochi eletti.
Schiavizzate fino al saldo del debito… in Puglia e nel Salento il meccanismo è simile al resto d’Italia. Vengono da Moldovia, Ucraina, Romania e Nigeria soprattutto, dall’America Latina e da qualche anno anche dalla Cina. Costrette dal bisogno a lasciare il proprio paese, vendute dalle famiglie per necessità, giovani donne partono con la promessa e la speranza di un lavoro normale e finiscono vittime di organizzazioni criminali trasnazionali (Servbia, Kosovo, Albania, Romania) che le costringono alla prostituzione. [...]
L’art. 18 del testo unico sull’immigrazione assicura protezione alle donne, ma Cataldo Motta, procuratore aggiunto alla procura distrettuale antimafia di Lecce avverte: “I trafficanti hanno imparato ad aggirare la legge”. leggi l’arti. in pdf (L’ImPAZiente n. 9)
LA STORIA DI RENATA, 27 ANNI, BRASILIANA
Diplomata in materie amministrative, disoccupata, per necessità ha accettato la proposta di un lavoro in Italia che le avrebbe permesso di guadagnare abbastanza e tornare presto a casa dai suoi quattro figli.
Eri costretta a prostituirti ogni sera?
Si tutte le sere.
A quanto ammontava il tuo debito?
Mi ha chiesto 9mila euro, però in 18-20 giorni le ho dato 15mila euro. Mi tenevano sotto controllo e mi dicevano sorridi altrimenti i clienti non ti vogliono.
Non potevi tenere niente per te?
Mi davano 20 euro per pagare il taxi, mangiare e chiamare a casa
Minacciavano di far male alla tua famiglia, in Brasile?
Si, mi dicevano: fai la brava altrimenti mandiamo ad ammazzare tutti. leggi l’arti. in pdf (L’ImPAZiente n. 9)
UN MANICOMIO CHIAMATO RESTINCO
Renata, sfruttata e costretta alla prostituzione, decide di denunciare i suoi sfruttatori e di raccontare tutto quello che ha passato. Dove la portano per tutta risposta? “Al manicomio” dice lei: il Cpt di Restinco (Br). leggi l’art. in pdf (L’ImPAZiente n.9)
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