L’inizio dell’intervista a Tano Grasso è esilarante. Una non risposta alla domanda sulla rielezione di Totò Cuffaro in Sicilia, suffragato da ben 1.374.706 voti (pari al 53,08% delle preferenze) alle regionali del 2006. Non ce l’ha fatta Rita Borsellino che si è fermata al 41,63%.
“Dopo – ha detto Grasso alzando gli occhi al cielo – dopo, per favore andiamo avanti”. Non ha risposto neanche alla fine, però.
Invece, Grasso non esita a definire “una scorrettezza da parte del governo Berlusconi la nomina di Raffaele Lauro a commissario straordinario nazionale antiracket, dieci giorni prima delle elezioni. A suo tempo io fui cacciato dal neonato governo Berlusconi in nome dello spoil system”.
Guarda la prima parte dell’intervista
“Ci fu un tentativo di spaccare il movimento antiracket – ricorda Grasso – ma la nostra forza è essere un movimento unito e apartitico e siamo riusciti a resistere, penso a quello che abbiamo fatto a Napoli dove in molti quartieri abbiamo scacciato la camorra”. Oggi, anche in Puglia si può fare di più grazie alla nuova legge regionale che “introduce importanti innovazioni”.
Quello che importante, dice Grasso è ricordare sempre che “in un quarto d’Italia non c’è libertà d’impresa, occorre prendere coscienza di questo e agire di conseguenza”.
Guarda la seconda parte dell’intervista
Intervista realizzata a margine della manifestazione “Maggio della legalità”, promossa a Terlizzi dall’Associazione provinciale antiracket di Molfetta, Libera e dalla Federazione nazionale antiracket, con il patrocinio della Regione Puglia e del comune di Terlizzi.
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