ROMA 09.03.2007 – “Con Daniele Mastrogiacomo per la sua liberta” è la scritta che si legge sulla gigantografia affissa alla balaustra del Campidoglio a Roma.
Per chiedere la liberazione del giornalista di Repubblica rapito in Afghanistan si è svolta ieri nella capitale una manifestazione a cui hanno partecipato centinaia di persone strette intornoa al dolore della moglie del giornalista rapito, Luisella Mastrogiacomo. Presenti tra gli altri il sindaco di Roma Walter Veltroni, il direttore del quotidiano Ezio Mauro, la senatrice Rosa Calipari, la giornalista Giuliana Sgrena anche lei vittima di un sequestro nel 2005 a Baghdad, la principessa Fatima Zaher, primo consigliere dell’ambasciata afghana in Italia.
C’era anche Esmaeli Qorbanali, presidente della comunità Afghana in Italia che ha detto “Quello che è successo in Afghanistan è inutile e sbagliato e lo condanniamo ad voce alta. Auspichiamo l’immediata liberazione di Daniele Mastrogiacomo che era lì per fare suo lavoro di giornalista, non per combattere.
E’ per questo che noi condanniamo a voce alta questo sequestro”.
Sulla presenza dei militari italiani in Afghanistan, Esmaeli ha detto “siamo favorevoli a patto che si colpiscano i colpevoli e non i civili”.
Intervista a Esmaeli Corbanali, presidente della Comunità afghana in Italia
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"Con l'emendamento votato al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettivita''. Lo afferma don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e Presidente di Libera.