Il lazzaretto degli operai Adelchi

ospedale panico1Chi va e chi viene. L’ospedale “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase, in provincia di Lecce, apre e chiude le porte per fare entrare e uscire, a turno, gli operai cassintegrati del gruppo calzaturiero Adelchi che, da 14 giorni ormai, protestano sul cornicione del Comune salentino. Chiedono il reintegro al lavoro così come previsto dagli accordi siglati nel luglio scorso da azienda e sindacati. Il rientro graduale dei 500 cassintegrati avrebbe dovuto partire il 15 settembre 2009. Data abbondantemente superata.
Rocco Annesi, delegato sindacale Cgil, che era stato ricoverato il 26 settembre scorso per broncopolmonite è tornato sul tetto, accanto ai cinque compagni il cui fisico, oltre allo spirito, ormai fatica a reggere la fame, la stanchezza, il caldo, il freddo, il gelo che fluisce dai tavoli istituzionali. Tanto che altri quattro operai alla fine hanno accusato il colpo. Intossicazione alimentare, pare. Ma non hanno voluto sentire ragioni, neanche quelle degli operatori del 118 che sono intervenuti sul posto e li hanno sottoposti a trattamento farmacologico tramite flebo, esortandoli a fermare la protesta, a tornare a casa, a riposarsi. Rimangono lì, continuano nella lotta per il posto di lavoro. Costi quel che costi. Disposti anche a finire in ospedale, come Rocco. E questa volta è toccato a Cosimo Nicolardi, delegato sindacale Cisal. In ospedale da ieri.
Adelchi Sergio, padron del gruppo calzaturiero, venerdì 2 ottobre, ha presentato il tanto attesto piano industriale di rilancio che s’è risolto, finora, in un nulla di fatto. Secondo quanto ha spiegato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, questo piano prevede “la graduale ripresa delle attività da marzo 2010, a condizione che si verifichino particolari situazioni economiche”. I 15 milioni di euro che Adelchi Sergio pretende dalle istituzioni, usando gli operai come “merce di scambio”.

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