Le maggiori vittime sono le donne dei paesi in via di sviluppo
Aidos lancia la campagna “Adotta una madre”
Nel mondo, una donna al minuto perde la vita per cause legate alla gravidanza o al parto. Sono oltre mezzo milione i decessi ogni anno e per il 99% si verificano nei paesi in via di sviluppo. Le cause, si legge nel dossier “maternità sicura” dell’associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos), sono dovute alla difficoltà di accesso alle cure, conseguenza della povertà, dell’appartenenza a una condizione sociale inferiore e del solo fatto di essere donna. “Adotta una madre” è la campagna lanciata da Aidos per garantire assistenza medica pre e post parto a circa 44mila donne in Giordania, Palestina, Nepal, Venezuela e Burkina Faso, seguite nei Centri per la salute delle donne creati dalla Ong italiana ma gestiti da organizzazioni locali.
Da 28 anni Aidos opera in vari continenti (Africa, Asia, Vicino e Medio Oriente, America Latina) anche a sostegno dell’imprenditoria femminile con l’attivazione di centri di servizio e informazione all’impiego, e dell’istruzione delle minori laddove sia negata da discriminazioni di vario tipo. La mission di Aidos è l’affermazione dei diritti e l’autodeterminazione delle donne ancora molto limitati nei paesi in via di sviluppo. “Nei consultori sanitari – spiega Daniela Colombo, presidente di Aidos – garantiamo alle donne anche servizi di educazione sessuale e riproduttiva finalizzati alla libera scelta e alla pianificazione famigliare. La campagna “Adotta una madre” prevede anche counselling per la contraccezione”. Il rapporto Euromapping 2009 finanziato dalla Commissione europea e presentato in Italia proprio da Aidos, evidenzia che solo il 5% degli aiuti che i paesi avanzati destinano alla salute nei paesi in via di sviluppo riguardano la pianificazione familiare, il grosso (70%) va al contrasto delle malattie sessualmente trasmissibili, in particolare l’Hiv. “Ma se i 201 milioni di donne nel mondo che desiderano pianificare la gravidanza avessero accesso a un’informazione adeguata per operare scelte consapevoli – dice Colombo – si potrebbero salvare un milione e mezzo di vite ogni anno, contribuendo a ridurre la diffusione delle malattie e la spesa per il contrastarle”.
Da Il Sole 24 Ore del 11.01.2010
Leggi l’art. in pdf (IlSole24Ore_11.01.2010)

