Un altro militare Salentino, denuncia la malattia, contratta in Bosnia nel 1996.
Si chiama Carlo Calcagni, ha 37 anni, è di Guagnano, cinque chilometri da Salice Salentino, il paese di Alberto Di Raimondo, morto nel 2005 a soli 26 anni.
Carlo ha il fegato e il midollo infestati da neoplasie. Nel luglio 2005 gli è stata rubata la macchina che ha ritrovato carbonizzata nelle campagne vicino al paese con la documentazione relativa al suo caso andata letteralmente in fumo.
Un attentato?
“Non so che dire. Anche i carabinieri della zona hanno detto che è molto strano rubare una macchina del valore di 28mila euro per il solo gusto di bruciarla”. leggi l’intervista a Carlo Calcagni in pdf (L’ImPAZiente n.9)
Ascolta l’intervista a Carlo Calcagni (Iparte_Radio Popolare Salento) su youtube: http://it.youtube.com/watch?v=KlJEp4AF2u4
La senatrice Tana De Zulueta fa parte della commisione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito.
Senatrice De Zulueta, ci sono stati e sono ancora in atto tentativi di sviare le indagini sull’intera vicenda?
Credo di si. Il ministro della Difesa, in audizione con noi, ha detto che, indipendentemente dall’accertamento del nesso causale tra malattie e esposizione all’uranio impoverito, le persone che si ammalano vengono prese in cura. C’è una casistica molto significativa che dimostra il contrario e cioè che le Forze armate scaricano le persone che si ammalano che devono provvedere da sole a recuperare le risorse per pagare le cure. Questa è una cosa indegna.
Inoltre stiamo parlando delle Forze armate che fanno un accertamento su se stesse, è chiaro che c’è un interesse a creare una fitta cortina di nebbia per coprire le responsabilità. leggi l’intervista in pdf (L’ImPAZiente n.9)
