Operaio minaccia di darsi fuoco

adelchi fabbrica occupata 1Un operaio del gruppo calzaturiero salentino “Adelchi”, Roberto De Rinaldis, 40 anni, stamattina si è cosparso il corpo di benzina e ha minacciato di darsi fuoco. La disperazione dei 500 cassintegrati è arrivata a limite. Dopo due settimane di protesta sul tetto del Comune di Tricase finalmente, oggi, gli operai hanno ascoltato quanti da giorni chiedevano loro di scendere, di non esasperare la protesta, per evitare il peggio. Due di loro, a turno, sono già finiti in ospedale, stremati, al limite delle forze.
Ma la protesta prosegue. Gli operai hanno occupato una delle fabbriche del gruppo, la “Sergio’s” di Lucugnano, frazione di Tricase. L’unica del gruppo rimasta in attività. La rabbia, la disperazione, hanno avuto la meglio.

Ma cosa prova un imprenditore davanti ad un operaio che si inzuppa la carne di benzina? Cosa prova Adelchi Sergio?
Si domanda, Adelchi Sergio, a che livello di esasperazione possa arrivare un uomo che perde il lavoro, che non sa come sfamare una famiglia? Perché gli operai del gruppo Adelchi sono uomini, donne, fatti di carne e ossa.
Si è mai sentito così disperato Adelchi Sergio? Dorme sogni tranquilli Adelchi Sergio? Può permettersi di portarsi addosso il fardello di una morte, Adelchi Sergio?

Solo dopo l’intervento della moglie, Roberto De Rinaldis si è tranquillizzato. A darle man forte, il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e la vicepresidente della regione Puglia, Loredana Capone, che hanno promesso domani tratteranno del caso Adelchi a Bari, in un incontro con sindacati e confindustria.
“Bisogna che Adelchi Sergio capisca che non ci sono più finanziamenti e risorse pubbliche se non garantisce i livelli occupazionali. Occorre dunque che presenti un piano industriale serio” ha detto Capone.
Gli operai sperano, ma la fiducia è minima e la tensione è altissima. In mattinata, un dirigente del gruppo Adelchi, all’ingresso dell’azienda, ha rischiato il linciaggio. Sono dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma.

Non è la prima volta che un operaio del gruppo calzaturiero Adelchi minaccia di darsi fuoco. Di seguito un articolo pubblicato nel novembre di quattro anni fa, sul freepress “il Gallo”. Protesta Adelchi: un operaio si cosparge di benzina e minaccia: “Mi do fuoco”

Il lazzaretto degli operai Adelchi

ospedale panico1Chi va e chi viene. L’ospedale “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase, in provincia di Lecce, apre e chiude le porte per fare entrare e uscire, a turno, gli operai cassintegrati del gruppo calzaturiero Adelchi che, da 14 giorni ormai, protestano sul cornicione del Comune salentino. Chiedono il reintegro al lavoro così come previsto dagli accordi siglati nel luglio scorso da azienda e sindacati. Il rientro graduale dei 500 cassintegrati avrebbe dovuto partire il 15 settembre 2009. Data abbondantemente superata.
Rocco Annesi, delegato sindacale Cgil, che era stato ricoverato il 26 settembre scorso per broncopolmonite è tornato sul tetto, accanto ai cinque compagni il cui fisico, oltre allo spirito, ormai fatica a reggere la fame, la stanchezza, il caldo, il freddo, il gelo che fluisce dai tavoli istituzionali. Tanto che altri quattro operai alla fine hanno accusato il colpo. Intossicazione alimentare, pare. Ma non hanno voluto sentire ragioni, neanche quelle degli operatori del 118 che sono intervenuti sul posto e li hanno sottoposti a trattamento farmacologico tramite flebo, esortandoli a fermare la protesta, a tornare a casa, a riposarsi. Rimangono lì, continuano nella lotta per il posto di lavoro. Costi quel che costi. Disposti anche a finire in ospedale, come Rocco. E questa volta è toccato a Cosimo Nicolardi, delegato sindacale Cisal. In ospedale da ieri.
Adelchi Sergio, padron del gruppo calzaturiero, venerdì 2 ottobre, ha presentato il tanto attesto piano industriale di rilancio che s’è risolto, finora, in un nulla di fatto. Secondo quanto ha spiegato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, questo piano prevede “la graduale ripresa delle attività da marzo 2010, a condizione che si verifichino particolari situazioni economiche”. I 15 milioni di euro che Adelchi Sergio pretende dalle istituzioni, usando gli operai come “merce di scambio”.